sherazade


 

Tanto tempo fa, quando il mondo era ancora abitato dagli dei, un re giunse alle porte di un tempio nella foresta. Qui vide Sakountala, custode del tempio, e vinto dalla sua bellezza e dalla sua grazia se ne innamorò perdutamente. Prima di ripartire il re donò a Sakountala un anello, promessa d’amore, e ne fece la sua sposa.
Sakountala attese il ritorno del re per molti giorni e molte notti. Ma assorta nei suoi tristi pensieri trascurò la cura del tempio. Il dio si offese e la maledisse: il suo amato l’avrebbe dimenticata per sempre o finchè l’anello…

[Sherazade si interrompe, guarda il pubblico e sorride]

La notte è il tempo del racconto….ed io sono la signora dell’arte del raccontare…Sherazade, la regina della notte che non vuole diventare giorno…

Vi hanno sempre fatto credere che la notte era il tempo del riposo? Dormire? Si sbagliavano, Vi sbagliate…
La notte è il tempo del racconto…il racconto che nasce con i demoni e le passioni che della notte si nutrono….
la notte magica, quando la luna illumina il giardino odoroso di gelsomini..
silenziosa, quando anche i potenti hanno bisogno di sognare, i dittatori si annoiano, e persino i malvagi desiderano essere distratti dal male quotidiano…
al mio sultano piace ascoltare storie la notte, le mie storie…se lo farò contento forse avrò salva la testa domani…
La notte è il tempo del dubbio e dell’attesa…
non è ancora l’alba, il Tempo si è fermato ad ascoltarmi….la sua linea inesorabile si è inchinata al mio volere, è diventata un cerchio…e si ripete senza un inizio né una fine, come le stagioni…cosicché anche la morte…

[pausa, un rumore attira la sua attenzione]

Sakountala attese il ritorno del re per molti giorni e molte notti. Ma assorta nei suoi tristi pensieri trascurò la cura del tempio. Il dio si offese e la maledisse: il suo amato l’avrebbe dimenticata per sempre o finché la vista dell’anello, custode della loro storia, non avesse risvegliato la sua memoria. Sakountala ignara della maledizione attendeva un figlio…Partì in cerca del suo sposo, ma attraversando un fiume vorticoso, perse il prezioso anello. Giunta a palazzo Sakountala venne respinta dal re che non riconobbe la sua sposa, che pure amava disperatamente. Il dolore della donna davanti a lui era simile al suo e si commosse. Decise allora di mandare una nuvola sua messaggera a cercare la sua amata fino ai confini del regno, fino alla foresta che custodiva il tempio…

[pausa]

…ecco come di notte le mie parole ingannano persino la morte, anche lei mi sta ascoltando ora….
finché avrò storie da raccontare anche la speranza resisterà al mio fianco …
finché ci sarà una storia, la mia storia, la Vostra storia…
lo stesso racconto che si trasforma e si ripete nei luoghi e nei tempi del mondo…infinito…notte dopo notte…
quel racconto non dovrà mai essere interrotto… fino a quando l’ultimo uccello avrà beccato l’ultimo granello di senape… quel racconto non dovrà mai essere dimenticato…dovrà essere Raccontato….

Raccontare è opporsi al male e all’oblio, al vuoto…
Raccontare è Resistere…

E io sono la signora dell’arte del raccontare…Sherazade, regina della notte che non vuole diventare giorno…

[pausa]

Tanto tempo fa, quando il mondo era ancora abitato dagli dei, un re giunse alle porte di un tempio nella foresta……

[alle sue parole si sovrappongono quelle della prima scena]

Tanto tempo fa…..no, forse non così tanto tempo fa…

[inizia la prima scena]

indietro